mercoledì 10 dicembre 2008

Murazzano - Arenzano

30 Ottobre - Con ottimismo, visto il bel tempo che si prospetta, che permette di vedere finalmente le montagne innevate, carico la mia camera in sella e parto in direzione del mare. Ci saranno un po di sali e scendi e poi tutta discesa fino a Savona a quota zero e finalmente vedrò il mare. Partenza in salita che di primo mattino fa bene e scalda in attesa che il sole si alzi. Posso così ammirare meglio il paese che lascio con nella testa ancora l'esperienza settimanale qui, le persone, i luoghi e gli animali. Gli odori, i colori e le atmosfere. Terrò un bel ricordo delle langhe, sicuro. Più si sale e più il panorama si fa interessante e oltre a vedere la piana di cuneo e dintorni verso nordovest, si vede spiccare in grande stile il Monviso(mi pare). Immaginare che questi monti traccino una riga che separa popoli, culture, storie e lingue viene facile. Capire il Lichtenstain e il Vaticano viene un po più difficile. Per un paio di ore attraverso colline abbastanza deserte con cascine solitarie tra boschi, pascoli e coltivazioni dove ogni tanto sorgono paesini stupendi simili a oasi.Ho caricato un po male il carico e per due volte perdo pezzi per strada. Il clima inizia a scaldarsi anche se c'è un po di vento e l'aspettativa per il mare sale. Tra i paesini attravesati c'è la città del miele: Montezemolo, con villa dei Cordero abbandonata. Poco dopo trovo un cimitero militare che fa abbastanza impressione: su alcune croci non c'è scritto il nome ma soltanto "ignoto". Odio in modo naturale ogni ipocrisia morale, odio guerre ed armamenti in generale...Viaggiando immerso nell'aria e non all'interno di un abitacolo e con andamenti medi dei 15 20 chilometri all'ora in piano e dei 6-8 in salita, si vedono, sentono e notano cose completamente diverse rispetto a viaggiare in una scatola coi vetri. Ad esempio qui sono in un paesino, non in una metropoli e mi son chiesto perchè i distributori non debbano rispettari i vincoli di impatto ambientale . Lo stato che fa? Si costerna, si impegna, si indigna poi getta la spugna con gran dignità. Entrando in Liguria il paesaggio già cambia con valli più chiuse e impervie e monti più alti. I paesini sperduti restano comunque affascinanti. Dall'alto il panorama è bellissimo per tutto il tragitto e dopo tanta attesa si scorge anche il mare. L'impatto dell'uomo a volte si manifesta più che in altre occasioni quando si incontrano grandi montagne russe dove correre all'impazzata...il biglietto per il giro però si paga alla fine in questi ottovolanti. Dopo una fantastica discesa di una decina di chilometri tra boschi fitti e strade deserte, tornanti e vento sbandante, sole che filtra e torrenti che scorrono, raggiungo Savona e il suo mare. L'emozione di aver raggiunto il mare è grandissima e poi che mare! Pochi chilometri prima di raggiungerlo c'era un po di vento ma una volta arrivato davanti alla spiaggia non si riesce a respirare guardando a Sud e stare in piedi fermi è difficile. Mi viene da ridere e me ne sto a spingere stando fermo sui pedali come in un tiro alla fune a spinta però. E' una cosa incredibile: ci son le onde altissime e oggetti di tutti i tipi in volo, gabbiani che stan fermi in cielo a vele spiegate, vecchietti incurvati a testa bassa che si tengono il cappello e attendono di fare i prossimi 4 passi tra una folata e l'altra, bandiere che tentano di strapparsi e io che guardo affascinato e stupito senza riuscire a tenere la bocca aperta. Esaltatissimo. Poi un po preoccupato e un po contento che il gioco si fa duro. Giro un po per Savona non allontanandomi troppo dal mare ma la città non ha molto da offrire, c'è un mega porto, un castello bello grande e palazzoni e le solite cose di città solo che qui le abitazioni partono dal mare e salgono subito verso le montagne di dietro da cui arrivo. Davanti al castello c'è un bel gorilla che mi fa venir in mente il bonobo.
Il tempo comunque è buono e mi allontano da Savona alla ricerca di un bel posto dove mangiare. Ora la direzione è sempre quella di tenere il mare a destra e il più vicino possibile...fino in Toscana, o almeno spero. Dopo pause varie con i curiosi e gli incuriositi trovo un barettino in cui scaldarmi e rinfocillarmi. La barista dice che ha fatto una stagione a Livigno, in un albergo vicino ai cavalli molto bello. Alla fine era l'Intermonti che sarà a un chilometro dietro e sopra ai cavalli. Parlo un po con lei e con i pochi e sfuggevoli clienti, tutti con un occhio di fuori per vedere l'andamento del tempo e del mare. Chiedendo consigli sul proseguimento vengo smontato. Mi dicono che son pazzo se vado avanti ma che posso anche provare a vedere. Dicono che c'è qualche chilometro da fare con la strada a picco e il mare oggi arriva in strada e la strada è l'aurelia e neanche a piedi sarebbe facile. Superato Varazze poi va meglio dicono. Dicono dicono dicono poi vai a sapere. Resto positivo e rimonto in sella bello pieno della pizza. Tra lungomare e pezzi di statale supero il pezzo brutto che in effetti ha l'acqua in strada e le onde che fanno piovere e auto che viaggiano mica male ma ha anche un marciapiede stretto con guardrail e gli unici intoppi sono le persone che si incontrano sul percorso e con cui tocca far manovra. Ne esco slozzo ma ne esco. Ci son dei tunnel poi bellissimi, alcuni bui bui e sterrati, alcuni con finestre sul mare e altri con murales e luoghi da fumatori mistici molto suggestivi. Scoprirò poi che son dei pezzi di tunnel ferroviario vecchi che stanno smantellando e mantenendo come passeggiate. Chissà che non sia l'inizio di un futuro roseo per i ciclisti...piste ciclabili invece di ferrovie. Ma il ciclista può scartare di lato e cadere, questo deciderà la mia sorte, l'avvenire dei miei baffi e il mio mestiere.Bagnato nonostante non piova e con imprevisti risolti in scale verticali dove ho dovuto smontare il carico per poterle affrontare arrivo a Varazze che vista da fuori e col cielo che si copre a metà pomeriggio è molto bella e riassume in sè praticamente tutta la liguria. Questa regione non ha una pianura che io sappia,o mare o montagna. Vista da dentro invece è burrascosa. Parecchio. Tappa divertente! Qualche sali e scendi mentre si fa buio e un'inaspettata sorpresa proprio mentre inizio a preoccuparmi per la notte visto che il sole se ne è già andato: (Con la nuova ora non avevo ancora viaggiato e ci devo fare l'abitudine. Alle 5 e mezza, massimo 6 è buio pesto, ancora più pesto in liguria.) un campeggio aperto! Mi fermo e firmo e dimostro chi sono con un pezzo di carta e imparo tutti i funzionamenti delle varie chiavi e pass e scelgo un posto riparato mentre inizia a piovere e la tipa del campeggio è più preoccupata di me per la notte. C'è anche l'accesso alla spiaggia. In men che non si dica monto la tenda e metto me e i bagagli al riparo. Ho schivato la pioggia per pochi minuti. Non posso far altro che ringraziare la buona sorte o la divina provvidenza che sia. Un etto e mezzo buono di minestra fumante con pomodori secchi e vari avanzi mentre fuori piove e il vento spinge è un toccasana e scalda l'ambiente per la notte che scorrerà tranquilla dopo una piacevole serata in compagnia telefonica del grande Lebonsky Roby. Unica nota stonata: non ho più il cappellino, nè in testa nè incastrato tra i bagagli...il cielo l'ha preso e l'ha portato via. KM 84

sabato 29 novembre 2008

Murazzano

Son finito in una bella famigliola siamese-satellite della mia. Papà muratore, mamma postina e 2 figlie di 22 e 13 anni,Franco,Giovanna,Serena e Valentina. Hanno la casa loro nuova dove si mangia e poi vicino una cascina semi ristrutturata dove dormo io, una stalla grande nuova e depositi vari tra la ditta e la fattoria.
Il territorio di divisione tra il lavoro agricolo e il reparto familiare è, prima il cortile con cani, conigli e galline e poi il garage con cani più piccoli, gatti a non finire, piccoli, grandi, parenti e non, maschi e femmine e piccoli ognuno col suo carattere.Poi ci sono altri cani, pecore tantissime, mucche e vitelli tanti,maiali pochi, cavalli e puledri 4 e asini 2. Il lavoro non manca mai. C'è da mungere le pecore e dar da mangiare a tutti, c'è un vitellino di pochi giorni che non è tornato a dormire una notte, ci son due agnellini piccolissimi e che bevono dalla stessa mamma perchè la mamma di uno non gliene da. C'è da pensare a tutte le coltivazioni, oltre a quelle immense per gli animali anche a quelle familiari: raccolta di frutti, orto e conservazione. Miele, marmellate, tisane, insalate di tutti i tipi, verdure, pane, sughi, braciole, tume, agnello, gnocchi di patate, torte e torte,pere cotte al vino, budini, coppa, salame, pancetta. Tutto prodotto internamente o quasi. Un paradiso di cucina.
L'ambiente è bello qui e il posto anche. Ho una mia indipendenza con comodità e optional nuovi che non avevo ancora avuto facendo wwoofing. Caminetto tutto mio che fa anche andare i caloriferi di tutta la sala(Ho scoperto ste termocucine e simili e continuo a vederne e sono cose straordinarie eppure prima di partire ne ignoravo l'esistenza), televisione piatta mega,grande come il caminetto, con satellite. Solo una sera è capitato che la tele fosse accesa e il caminetto pure, tutte le altre gli atomi predominavano sui pixel.
Il fuoco è un'ottima compagnia prima del sonno. E poi serve per accendere il riscaldamento. Praticamente è una caldaia ma dentro al camino.
E dopo il sonno, sveglia e via a mungere le pecore. Dopo qualche giorno, svegliarsi e saper di dover farlo è un bello svegliarsi. Mungere è una parola grossa, c'è la macchina ma bisogna comunque aiutarla a mano per spremere fuori tutto e per velocizzare il lavoro. Dopo una settimana secondo me un po son migliorato...almeno qualcosina esce adesso. Però quando penso di esser riuscito a svuotare del tutto una pecora fa l'ultimo controllo Serena e non so come fa ma fa sempre uscire ancora un po di latte. Comunque le pecore iniziavano già all'inizio ad aver poco latte e man mano si è passati a mungerle solo 1 volta ogni 2 giorni. Vedere una ragazza così giovane e bella fare questi e altri lavori agricoli è bellissimo. Ma si sa, gli eroi son tutti giovani e belli. Forse il mondo può ancora sperare.
Vivere a contatto con le famiglia è una cosa che mi piace molto facendo woofing. Durante i pasti si parla di un sacco di cose e io imparo la cultura, le tradizioni e gli usi del posto, anche un po di dialetto qui. Tra di loro si parlano sempre in dialetto ed anche questa è una bella cosa, fa molto vita antica e mi fa sentire sempre più a casa.
Il tempo purtroppo non è mai stato troppo bello ma per fortuna c'è da fare anche con la pioggia. Ho spelato pannocchie a cui poi pelano il mais con una macchina antica a manovella. Pensare che le mietitrebbia fanno tutto in un colpo già al momento della raccolta fa riflettere. I lavori di raccolta, conserva e dell'orto non mancano mai nelle aziende agricole in sto periodo. Ma che mi piace è, oltre a mungere, dar da mangiare agli animali.
Con i maiali è strano, hanno sempre un po di paura anche se sanno che gli dai il cibo. Son animali difficili da capire ma molto simpatici. Almeno quelli giovani. La scrofa è gigante e non da mai confidenza...sa che dovrà morire tra poco forse. Le pecore mi fanno ridere un casino, sia di mattina a mungerle che a darci da mangiare. Cercano scappatoie per farsi mungere due volte cosi mangiano anche due volte o cercano di scappare verso la cariola col mangiare, belano finchè non gli metti il fieno proprio sotto la bocca. Di sera entri in stallone e tutte stanno belando come ossesse, man mano che gli dai il fieno smettono e quando hai finito senti un concerto di mascelle e denti dentro a un silenzio tombale e le guardi negli occhi e vedi che son felici. Cibo, calore e amore bastano a tutti gli esseri viventi per vivere. Fieno, stalla e caprone. Il caprone diciamo che vive anche meglio...
Gli asini sono mamma e figlio e non li ho mai visti divisi. Gli asini boh.
Le mucche invece si lamentano solo se ritardi oppure per motivi a me inconcepibili. Il toro si vede che ha piu diritti delle altre quando mangia e la mamma del vitellino appena nato è quella più attenta a tutto quello che succede. Sono libere per i prati tutto il giorno e anche di notte se volessero e invece intorno alle 5 tornano tutte dentro e aspettano che arrivi a buttargli il fieno...non son mai sazie.
Probabilmente tutti gli animali capiscono che son nuovo e a lungo andare imparano a conoscermi e a capire cosa ci faccio qui. Solo un gatto, il gatto piu noioso del mondo, mi ha dato fiducia e confidenza fin da subito. Mi han proposto di prenderlo e ci ho fatto un pensierino ma in bici è un casino e allora ho desistito. I cani invece dopo un po di paura iniziale e fase di studio hanno iniziato a lasciarsi andare quasi tutti. La famigliola sotto casa chiusa in un recinto abbaia ancora ma lo fa con quasi tutti.Domenica finalmente un sereno spettacolare mi ha fatto vedere meglio le valli circostanti e i monti lontani. Visto il tempo ho visitato un po il paese, son entrato anche a messa un attimo cercando di fare l'indiscreto ma sentendomi abbastanza osservato da tutti. Forse perchè avevo la macchina fotografica:-) Qui ci sono ancora dei vecchietti che bigiano la messa e se la chiacchierano fuori. I panorami dalla cima di Murazzano sono ottimi e mi godo il posto un po di piu visto che ha piovuto e fatto tempo autunnale nebbioso uggioso quasi sempre. C'è una torre anche e credo che manchi il castello. Mi han detto che nei giorni limpidi si vede il mare dalla cima nonostante sia a più di 60 km.
Visto che Serena lavora da cameriera ogni tanto son da solo a far dei lavoretti e mangio con la famiglia senza di lei, vedere oggettivamente e dall'esterno come una famiglia cresce mi ha fatto pensare. Sapere dei tempi passati, delle trasformazioni economiche e lavorative e dello sviluppo dei figli e poi di come l'azienda è cambiata nei lavori e nei numeri ti fa scoprire dei mondi tutti nuovi e la fantasia deve viaggiare parecchio per riuscire ad immaginarsi il succedersi degli avvenimenti con il passare del tempo dagli anni 70 fino a oggi.
Studio aperto durante il pranzo poi stimola molto la comunicazione da parte mia. Sono fascista nei confronti della televisione. Non che non debba esistere, anche se non sarebbe un male, ma che non possa avere il potere di corrompere i cervelli e le menti della gente. Donne nude, scandali, tragedie, scoop, banalità è sempre meglio vederle o sentirle dal vivo. Atomi 2, pixel 0.
Di sera si è usciti qualche volta, si è fatta una cena a "casa mia" con amici di Serena e Becco, il moroso, che ha anche lui pecore, mucche e maiali in una bella cascina rimasta antica. Un'altra cena in un agriturismo qui vicino dove il proprietario Mario oltre a essere un grande è molto appassionato di wwoof e adesso ha lì 2 americani ma ne ha avuti da tutto il mondo da tanti anni ed è un esperto del settore.Ma l'inverno mi segue, lo vedo e lo sento e prima che il freddo si appesantisca ulteriormente è meglio organizzare la prossima meta e dopo aver mandato un po di mail anche piuttosto di fretta e a caso ad aziende nel nord della toscana ricevo 2 ok e posso quindi scegliere durante il viaggio che ormai deve continuare. Nessun foglio, busta, francobollo e tempi d'attesa...Atomi 2 pixel 1.
Quanto ho mangiato bene qui lo so solo io.
Vivere qui è stato un po come vivere a casa mia con occhi diversi. Grazie di tutto a tutti.

lunedì 24 novembre 2008

Asti-Murazzano

23 Ottobre - Sveglia e colazione a casa, preparazione bici e saluti e ringraziamenti alla Mary che se ne va a lavorare, pronta a mettere il tallier per il weekend in fiera a Rimini.

Il tempo è come al solito molto uggioso ma almeno non piove. Vorrei arrivare per sera a Murazzano, nelle langhe, dove ho i contatti di una famiglia woofer, quota: oltre i 700 metri. Giretto veloce per Asti che è una bella cittadina e ha un bel centro storico. Il palio è originario di qui, ci son i quartieri e non le contrade e da un po non lo fanno più in città ma fuori. Comunque cambiando zona cambiano le bandiere sui palazzi in base ai quartieri, è una cosa abbastanza sentita pare. Solito giretto tra chiese e palazzi famosi che senza una cultura appropriata o una guida dicono solo qualcosa se si ha un po di fantasia, cosa che manca visto l'orario mattutino. Come al solito son più preso nell'osservare lo svolgersi della vita nel centro, riconoscere gli abitanti dai turisti, sentire le chiacchiere delle casalinghe e contare i pensionati al bar tra caffè, giornale e amici.
Dopo un po di casini per uscire dalla città, attraverso il Tanaro e cerco di seguirlo visto che poi passa vicino ad Alba che è la prossima meta.
Il tragitto è su statali abbastanza trafficate, ma il paesaggio autunnale riempie nonostante il cielo biancastro e l'area che attutisce tutto.Ad Alba mi fermo un oretta a spizzicare, visitare e assorbire informazioni. C'è il noleggio bici comunale con i vari parcheggi in giro. Ne avevo già visti, ma questo mi attrae di più perchè è il primo a cui mancano delle bici, segno che è utilizzato...o mossa tattica per far credere che sia utilizzato e spronare altri a farlo:-)
e questa è la basilica in piazza centrale dove ci son un casino di turisti tedeschi che son quelli che guardandoti ti capiscono di più. Gli italiani considerano la bicicletta un mezzo antiquato, scomodo, lento e degradante. Sorpassato. Chi la usa addirittura per viaggiare non può che essere un buono a nulla.
Ci sono sempre molte eccezioni per fortuna. Nei centri delle città e dei paesi è bello fermarsi perchè c'è sempre qualcuno che si ferma di sua spontanea volontà ad interessarsi e la gente è pronta ad aiutarti molto volentieri. Un signore, addirittura con 24 ore, si ferma a parlare per una decina di minuti visto che anche lui va in bici nel tempo libero. Mi sconsiglia di prendere la statale che segue il fiume fino a Farigliano come volevo fare io e di tagliare giu dritto per le colline subito, dice che è più bello e che dopo la salita iniziale poi si vavia bene senza troppi saliscendi.
Riparto convinto quindi e la strada sale e non poco, dall'alto però il panorama si fa sempre più ricco anche se le nuvole non rendono facile la visione. Si scorgono paesi nuovi ad ogni curva, in ogni dove sopra le colline,

Quando vedo finalmente Rodello in lontananza è passata un ora e avrò fatto circa 7 chilometri.

Molto sudore perso e inaugurazione della musica al volante, con casse e mp3 dentro al borsellino davanti...così, tanto per non pensare alla salita. Son a 500 e un po metri...il piu è fatto.
Dopo il monferrato e il roero son arrivate finalmente le famose langhe e mi sento sempre più all'arrivo. Storie di vini e tartufi che hanno girato il mondo fuori da loro ma mantenuto le stesse radici. Come tutto il resto del resto. Geniali discorsi diventano banali.
Dopo un po di saliscendi non ce la faccio piu e mi fermo a mangiare serio in una trattoria. Rifiuto il secondo sapendo che ho ancora salita da fare, anche se la sciura mi dice che costa comunque uguale il pranzo...sorrido e penso alla fregatura.
Mi rifaccio col dolce e il caffè. 10 euro e ci rimango anche un po male, era una posto dove vanno gli operai, infatti si mangia per bene.
A Bossolasco sento che ormai ce l'ho fatta e mi accordo con Serena, la nuova giovane ospitante che cerco di immaginarmi da tutto il viaggio, sul mio arrivo. Ci concediamo un autoscatto, io e la bici.
Murazzano in vista e una fissa dimora per un po assicurata. Il paese è molto bellino anche se tra la nebbia non si capisce molto. Faccio un giro in centro prima di sapere che il mio posto non c'entra col centro. Tappa asciutta e senza inconvenienti. Prime salite con carico direi positive e adesso vedremo dove son finito.
KM 67

lunedì 17 novembre 2008

Milano-Asti

22 Ottobre - Di buon mattino, dopo saluti e ultime foto son pronto per partire, riparo il portapacchi che la notte che son arrivato in cascina ho scoperto essere agganciato solo da una parte, non so da quanti chilometri,, grazie all'aiuto di Vitali con gli attrezzi, smonto definitivamente tutta la mia parte di stanza e la rimonto compressa sul retro del mio mezzo.Con il quale il feeling comincia a crescere e poi adesso ho degli optional nuovi dopo tanti anni di rifiuto, soprattutto delle corna, dopo più di 10 anni di utilizzo senza. Il tempo purtroppo è quello classico milanese d'autunno, nubi basse che alcuni chiamano nebbia , umidità alta e colori spenti. Questa è la realtà: unica, tragica, storica, priva di retorica.
Mattinata trascorsa a uscire dal milanese che non è solo un formichiere, è una rete di formichieri con a capo non si sa quale formica. Ci sono comunque buoni squarci dopo un oretta di sclero su un arteria molto trafficata,soprattutto da tir e camion.
Su strade più tranquille e in tranquille mattine paesane che scorrono tra risate,urla e caffè dei bar arrivo a Binasco
dove decido di andare verso il Ticino diretto e seguirlo fino a Vigevano dove c'è il ponte anche su consiglio di un vecchietto, forse inizialmente impaurito nel vedermi che gli andavo incontro e che invece dopo 2 parole è stato ad osservarmi mentre ripartivo tutto affascinato augurandomi un buon viaggio. Seguire il fiume o comunque la direzione del fiume mi porta per strade sterrate che collegano anche solo 3-4 cascine, pratimente deserte, solo qualche pickup che percorre lentamente il suo percorso.Attraverso dei bei boschi resi tali forse dall'atmosfera poco nebbiosa ma tanto umida. Arrivo finalmente al ponte che delude tutte le mie aspettative di un oretta di pedalata, stretto pure e poi alla discesa dopo perdo il cappello per il vento e mi tocca abbandonare il mezzo, tornare indietro a piedi in controsenso e riprendere la discesa tra imprechi e insulti agli automobilisti incolpevoli. Il tutto davanti a delle ragazze a pagamento che lavorano anche di giorno qui. La domanda e l'offerta...valle a capire.
Penso di non entrarci visto che me lo immagino come Milano in quanto a distanze e tempi d'uscita, invece su una mezza circonvallazione un tipo fermo mi dice che il centro sarà a un chilometro e allora via. Salendo per le viuzzole con giovani in giro in pausa pranzo e signore che corrono a casa a buttar qualcosa sul fuoco mi fermo a far compere per il pranzo in una pasticceria: pizze, panino al salame e mega-meringa.Avanzo il panino, servirà prima o poi, in piena piazza di Vigevano con vista sulla chiesa che ha un pezzo che però passa sotto la strada, è l'ultima arcata a sinistra. Secondo me è un abuso di tempi antichi condonato da tutta la cittadinanza in nome di Dio:-)
Ben rimpinzato mi avvio tranquillo verso Mortara che non è un granchè ma almeno vedo un segno fisico e non mediatico dei casini studenteschi dei quali tra l'altro non so praticamente niente. Scuola okkupata.
La strada per Casale è lunga e abbastanza noiosa e per qualche minuto la pioggia alla fine arriva, dopo le nuvole che fin dalla mattina mi hanno seguito. Pausa a coprire i bagagli in qualche modo sotto una pensilina della fermata degli autobus. Test di impermeabilità superato anche senza usare il pastrano.
Tra campi di grano, mais e risaie ormai spente
arrivo a Casale Monferrato dove posso attraversare finalmente il Po e anche qui c'è un po di delusione, ma sarà il brutto tempo.
Mi assale un po di sconforto vedendo che Asti è ancora a 45 km. Penso di non farcela visto che è già pomeriggio inoltrato. Nella pausa merenda con uva e mele parlo un ragazzo spazzino che dopo avermi chiesto se ero svizzero mi aiuta a scegliere la strada migliore. Meglio non salire a San Giorgio ma fare la statale normale dice lui. Un tipo interessante, avrebbe un buon futuro da comico penso.
Seguo il consiglio e il paesaggio cambia notevolmente passando in collina tra castelli e tantissimi vigneti. Cambia anche la pedalata però e i chilometri cominciano a farsi sentire, la luce comincia già a scarseggiare e mi convinco che ad Asti non ci arriverò.
La salita per Moncalvo mi scoraggia e vedo il cartello per la stazione, chiedo ad una mamma cosa è meglio fare e lei dice che la salita non dura ancora molto e poi è descesa e pianura quasi tutto fino in città. Dice anche che c'è luce fino alle 6 e mezza, 7. I suoi cani mi fanno una gran festa. Tutti i cani mi abbaiano sempre dall'interno dei giardini quando passo. Forse è perchè la bicicletta fa dei rumori ad ogni pedalata o forse è un incitamento che mi danno, mi convinco della seconda ipotesi dopo che ne vedo alcuni che fanno dei balletti e saltelli al mio passaggio. Li immagino urlare "Forza! OPOPOP!!"...sto iniziando a impazzire.
Prendo forza e lascio perdere l'idea del treno. Arrivo un po dopo le 7 ad Asti mantenendo una media altissima e trovan do le forze non so dove. All'ingresso in città ho fatto qualche chilometro in una mezza autostrada pochissimo trafficata, dovrebbe essere la Piacenza-Torino. La riga di fianco era la mia carreggiata, sarà larga 40 o 50 centimetri. In macchina non si direbbe. Era abbastanza buio e una macchina mi ha suonato...sempre per incitarmi credo.
Felice e distrutto sento la Mary che potrebbe ospitarmi per la notte. Ha appena finito di lavorare e mi aspetta vicino alla stazione. Anche per oggi ce l'ho fatta e l'ospitalità di una vecchia amica fa trascorrere la serata in maniera serena: cena, chiacchiere, doccia e divanoletto. La pianura padana col brutto tempo comunque fa schifo. Tappa acerba.
KM 153