sabato 6 novembre 2010

I compagni di solitudine - Parte seconda

Dogsbollocks!
In Polonia, a Warsavia, sono stato ospite di una coppia di ciclisti che vivono a una decina di km dal centro. Renata e Pawel. Lei insegnante di inglese all'universita e lui impiegato in una grande compagnia telefonica polacca. Ho passato 2 notti nel loro appartamento di un palazzone nuovo nuovo in un quartiere lucido lucido. La maggior parte del tempo l'ho passato con Renata che era in ferie dal lavoro e quindi passava volentieri del tempo con me in citta o a casa. Persone semplici, molto cordiali, ospitali. Li ho conosciuti tramite un sito di scambio tipo couchsurf ma dedicato ai ciclisti: www.warmshovers.com. Non e bello a vedersi e usarsi come couchsurf ma funziona alla grande perche tra ciclisti viaggiatori la cordialita e gli aiuti vengono molto apprezzati e di conseguenza donati con facilita.
Comunque ero alla mia prima esperienza di questo tipo e come tutte le prime volte ci si guarda attorno spaesati e si aspettano istruzioni, se non arrivano da sole si chiedono oppure si prova alla cieca. Da Krakovia ho mandato 3-4 e-mail a persone iscritte al sito che vivono a Warsavia e non ricordo quanti mi hanno risposto e come ma alla fine mi son accordato con Renata per il giorno che piu o meno mi sarei trovato in citta. Lei e stata gentilissima e mi ha proposto di incontrarci a 15 km da casa sua. Alla dechatlon sud di Warsavia, in un paese che suonava come Piacenza ma che in realta era come Cinisello. Le entrate (ma anche le uscite) in bicicletta nella grandi citta son difficili, non ce altro aggettivo. Son anche belle ogni tanto ma la maggior parte delle volte si sta per 2/3 ore tra file di macchine in coda su multicorsie a pedalare 200 metri si e 1 minuto al semaforo no, con i pullman in prima corsia che ti sfiorano e le portiere delle macchine parcheggiate che si aprono. E tanta, tanta ma tanta gente ognuno perso dentro i fatti suoi. Questa volta invece l'entrata e stata uno spasso con Renata che mi faceva da guida. Ho faticato a trovare la decatlon ma poi siam passati dal traffico piu sfrenato a un sentiero dentro a una foresta che attraversa tutta la periferia sud della capitale polacca e che da solo non avrei mai trovato fino a casa sua. Lungo il tragitto il tempo per conoscersi un po e per farmi raccontare qualcosa su quella foresta, sul quartiere e sui polacchi.
Avere una casa e un letto e internet dopo tanto tempo fa bene e anche la doccia e la lavatrice fanno bene. Dopo aver mangiato son andato in centro ad annusarne l atmosfera e la citta non e niente di che, e meglio krakovia da visitare pero mi ha fatto molto pensare il fatto che dopo la guerra non restavano che briciole al posto di tutto quello che stavo vedendo. L anima polacca e segnata da tante guerre e conquiste e stare tra 2 fuochi come la Russia e la Germania non e stato facile per un popolo povero ma orgoglioso, forte ma svogliato.
Ho passato poi una bella serata a casa a mangiare cose orientali e a aggiustare la bici con Pawel che era tornato dal lavoro nel frattempo e a raccontare e ascoltare le avventure di viaggio visto che anche loro hanno viaggiato parecchio soprattutto in australia, estremo e medio oriente e America.
Il secondo giorno sono andato in citta con Renata a far un po di acquisti e a girare un po in centro e ci ho messo la meta ad arrivare nel corso principale perche evidentemente il giorno prima avevo fatto tanti zig zag ogni volta che vedevo qualcosa di un po originale. In centro cerano, come anche il giorno precedente, una cinquantina di manifesatnti a presidiare la croce di legno che qualche cittadino ha preparato e posto davanti alla casa del presidente in ricordo del vecchio presidente e di tutti i morti sull aereo visto che il nuovo presidente ha dichiarato di volerla togliere. La gente con cui ho parlato dice che ce lo zampino russo dietro ma nessuno si arrabbia o tantomeno chiede verita certe e incontestabili. Solo si rammaricano, abbassano la testa e forse stringono i denti.
Il centro e pieno di poliziotti a piedi con la casacca gialla fosforescente, non ho capito come mai, la citta non sembra sicurissima ma comunque non sembra richiedere un tale dispiegamento specialmente nella citta vecchia dove e pieno di coppie vestite da sposi che fanno le foto tra le scalinate strette e i fiori su ogni davanzale.
Sulla via principale pedalando a fianco di Renata ho notato una bici con un carretto dietro con su tante scritte in italiano e come ormai faccio sempre, dopo 50 metri a farmi domande, freno e torno indietro a chiarirmi. Ci siamo avvicinati alla bici e al suo proprietario che stava seduto sulla panchina a fianco. Un arzillo vecchietto molto in forma con occhiali un po di barba e ben vestito; Huge. La bici era enorme e lasciava intendere una grande avventura e aveva un cartello con scritto qualcosa in polacco e un barattolo per le offerte.
Ho salutato il vecchietto che si e avvicinato e ci ha chiesto qualcosa che non so e poi Renata ha iniziato a chiacchierare con lui e per una mezzoretta son stato li a cercare di capirci qualcosa dalle poche frasi che Renata mi traduceva una volta ogni tanto. Parlavano russo visto che Leo, il vecchietto, non parlava inglese. Lui e lettone e viene da Liepaja e mentre parlavano ho studiato la bici e tutti i suoi accessori. La parte piu bella, oltre ovviamente al carretto dietro saldato rigidamente alla bici, tutta gialla e di un ferro potente, eran i porta bottiglie davanti, attaccatti alle ruote tipo le mie borse davanti ma di ferro e con dentro 2 bottiglie di coca cola da 2 litri piene d acqua.
Il tipo mi ha veramente impressionato. Impressiv. e nonostante le ampissime difficolta di comunicazione grazie a Renata ho potuto parlare un po con lui capendoci comunque poco di cosa stava facendo.
Gli ho chiesto dove andava il giorno dopo e diceva che voleva prendere un po di foto alla citta e poi andarsene il giorno dopo.
In metropolitana siamo tornati a casa e mi son messo a preparare i bagagli dopo che li ho fatti passare dentro alla lavatrice una volta visto che nei pochi camping fino a mo lavavo a mano e si sa che la tecnologia da una gran mano alle mani e specialmente se a lavare a mano sono io in posti non proprio comodissimi come potrebbe essere un lavatoio.
Pizza con un ex compagno di universita di pawel e proiettore costruito a mano in casa almeno 10 anni fa nel soggiorno con dolby dietro ai divanetti. spettacolo, un cinema in casa costruito con uno schermo di un monitor, qualche lente, specchi, camera oscura e comandi a leva.
Un grande pawel. pannellino solare autocostruito per caricare stilo e cellulare per quando viaggia in bici. studioso di cinese alle prime armi dopo qualche viaggio in quelle terre.
All alba del giorno nuovo saluti e via per il centro visto che vivevamo a sud e io ci avevo di andare a nord, sperando di trovare il vecchietto nel posto del giorno prima per sentirmi viaggiatore con lui col mio carretto appresso. Non l ho trovato subito perche non era nello stesso posto ma comunque sulla stessa strada e allora mi son incantato almeno un ora e mezza con quest uomo che non poteva comunicare ma la cui anima era aperta al dialogo quanto la mia in quell istante e allora la comunicazione verbale serve solo come sottofondo a un dialogo che invece e molto piu distante e profondo.
mi ha fatto vedere il suo album, massive! perche usa passare dagli uffici dei paesini o nelle biblioteche o nei bar, poste o qualsiasi cosa abbia un timbro e farselo stampare sul diario dove mette anche foto, ritagli di giornali cartoline adesivi immagini tridimensionali che cambiano con la luce e roba del genere. mi piaceva perche aveva girato tutta l italia durante la primavera e l estate e stava tornando a casa prima dell inverno attraverso il percorso che stavo facendo io mentre io stavo allontanandomi da casa sapendo che l inverno prima o dopo colpiva, come fa con i viaggiatori sprovveduti e senza grossi programmi:)
I nomi di tanti posti in cui e stato in italia arrivandoci in bicicletta mi hanno fatto tornare in mente tutti i profumi, i visi incontrati, le cose successe lungo il viaggio in italia: il mese ad Avola e a Noto, Siracusa, Reggio, Messina, Tropea, San marco Argentario su per le montagne calabre, il salento e la puglia tutta tra i trulli e il gargano, l appenino, Sperlonga, Roma e su per il grande centro nord fino alla Forcola di Livigno. e passato in un passo svizzero che ho fotografato dal suo diario. vediam chi sa che passo e perche io non ci ho capito. cmq e nell area tra chiavenna e l engadina. e aveva dei timbri di chiavenna e di saint moritz ma non mi sembra ne il maloia ne il bernina pero boh. studiateci. vi lascio qualche foto del tipo. compagno di solitudine. e un articolo di giornale che cera nel suo diario cosi ci ho potuto capire qualcosa anche io di cosa stesse facendo at the end.
greeting to everybody from the rainy and houselywarm Bentham,England!
e provate a correggermi se qualcosa non si capisce di quello che scrivo:))



3 commenti:

Piergiorgio Zini ha detto...

Ciao Rudy!
Continuo a seguire le tue avventure!
Il passo fotografato dal vecchietto sportivo è lo Julierpass (o passo del Giulia) che dall'Engadina va verso Thusis e Coira!
Ciao e in bocca al lupo!

Rudy ha detto...

Ciao Pier. Qualcuno mi ha detto che forse si tratta del san bernardino ma la tua esperienza svizzera mi induce a fidarmi del tuo giudizio. Da che parte, verso l engadina o verso Chur?

Pier ha detto...

Verso Nord, direzione Savognin.
Ti allego la foto quasi identica che ho trovato in internet!
San Bernardino no, la strada è più larga.
Ciao!

http://www.google.it/imgres?imgurl=http://www.motociclisti.com/2004/05set2004/8.jpg&imgrefurl=http://www.motociclisti.com/2004/05set2004.htm&h=1000&w=1333&sz=354&tbnid=9cEtlLML0ZW7yM:&tbnh=113&tbnw=150&prev=/images%3Fq%3Djulierpass&zoom=1&q=julierpass&usg=__ETZSz9gDkxNsQ-i0m7BGA0uVBf0=&sa=X&ei=3dDmTJPpHsXrsgbrl6mPCQ&ved=0CCsQ9QEwAg