domenica 12 settembre 2010

Impressioni di Settembre

La canzone rende bene l`idea dell`atmosfera qui a Nord. Rugiada, il sole non c`e e respiro la nebbia. La melodia e tutta diversa pero. Un mix tra folk lento e qualcosa Tipo enya ma meno pesante. Diciamo Rene Aubry.

Comunque tutto a posto. Mi sto riposando in un ostello a Riga e appena c`e un computer mi ci ficco. Sto caricando le batterie, ho fatto una bella lavatrice piena e ho tolto la palta dagli stivali e la sabbia dalle ciabatte. La tenda ci ho rinunciato a cercare di tenerla pulita, pero devo dire che mi vergogno un po quando la porto nelle camere degli ostelli e trovo sopra lumache o formiche:)

Sto andando via bene ma il clima inizia ad essere pesante soprattutto di notte. La notte piu fredda e stata intorno ai 6-7 gradi mi ha detto un ciclista polacco sull`altra corsia che ho incontrato la prima mattina in Lituania. Almeno mi si stanno svuotando un po i bagagli se mi metto piu vestiti. In media di mattina parto con 5 strati poi al pomeriggio scendono a 2 o 3. Ho iniziato a usare i guanti di lana e sembro un alpinista quando parto. Appena il sole si affaccia pero si sta gran bene anche di sera. Pensavo molto peggio. Visto che fa caldo vado a Capo Nord:), ho scoperto di essere circa a meta strada e mi son stupito davvero di quanto sia lontano Nordkapp. Penso che cambiero direzione e andro al Capo di Buona Speranza, ma del futuro come al solito non se ne sa mai niente.

La bici viaggia tranquilla, ancora qualche problema coi raggi ma se no tutto a posto. Ho installato un cavalletto da moto che assieme all`altro fa il suo dovere anche se una volta ogni 2 o 3 giorni capita che cade ancora all`improvviso e io la guardo incattivito starsene li sdraiata con tutti i bagagli addosso sofferenti e spero che non si sia rotto niente di importante. Finora e andata bene, anche lo specchietto ha sopportato tutte le cadute...7 anni di fortuna!

Poco dopo Warsavia sono iniziate le collinette e i mille laghetti ed e stato molto bello viaggiare nel nord della Polonia, ho fatto anche una tappa in compagnia di 3 ragazzi universitari in vacanza qualche settimana prima dell`inizio dell`anno accademico.
Ho raggiunto la "fattoria" che avevo contattato dalla capitale e che mi aveva detto che di lavoro ce n`era finche volevo e son stato li una settimana. Putroppo son arrivato il sabato sera che tanti ragazzi/e che han lavorato li quest`estate se ne andavano. C`era anche un altro wwoofer australiano/polacco che ha smollato lunedi. Son rimasto con la famiglia proprietaria e i lavoratori rimasti: 2 ragazzi poco piu che maggiorenni, un signore sulla cinquantina e le cuoche(4 o 5 + delle ragazze e dei bambini che davano una mano a lavare le stoviglie) e poi c`erano i turisti ospiti, non molti ma con i quali ho potuto chiacchierare un po in tedesco.
I 2 colleghi eran dei simpatici rapper di periferia di una citta in periferia di uno stato in periferia dell`Europa che masticavano abbastanza l`inglese e ce la siamo spassata benissimo a lavorare assieme. Il signore sulla cinquantina era il nostro capo quando mancava il proprietario, ossia sempre (tranne la mattina quando iniziavamo che veniva a dare ordini e a urlare curva di qua e curva di la) e non ne aveva tanta voglia di farne e inveiva soavemente di continuo contro tutti e tutto. Curva, pierdala, curva! Bello dai.
Camera da solo con camino e internet ogni tanto. Lavoro dalle 7 alle 14 ma con pausa colazione alle 10 e coi ritmi polacchi che ho compreso e assimilato in pieno gia dalle prime ore di lavoro. Piu che altro ho spostato e impilato legna ma se le donne della famiglia erano in giro per l`agriturismo e il padre non c`era allora ci assorbivamo tutti i lavori di fine stagione: spostare mobili, metter via le conserve, compost, pulire i magazzini e mettere in salvo tutto dalla neve che arrivera. Tutti lavori da tenere segreti al gran capo che voleva che le donne facessero le faccende domestiche e noi i lavori da maschi.
Una cuoca parlava italiano e allora era lei la mia amica della sera mentre mangiavo nella mega cucina e tutte le altre parlavano solo polacco ma continuavano a riempirmi il piatto finche scoppiavo...la fortuna di essere cosi magro! Cibi buonissimi e spesso fatti a mano in casa. Marmellata ai lamponi che non mi scordero mai e me ne son portato un vaso anche in viaggio.

Polacco alla fine ne ho imparato poco ma ogni giorno ero piu sicuro di alcune parole fondamentali e son contento cosi. Sempre meglio che un calcio nei denti curva mach.

Dopo le pause di lavoro e sempre difficile risalire in sella ma in un paio di giorni ho ripreso il ritmo sapendo che poi mi aspettavano le "vicine" capitali baltiche con i vizi degli ostelli che hanno sostituito in via definitiva i camping in citta. sono in centro e costano poco di piu ma si ha il te e il caffe e internet e i bagni e le doccie asciutte anche se piove e un sacco di roba in piu. Poi si trova compagnia con chi condivide la camera.

Finalmente il fuoco mentre fuori piove, andare velocissimi mentre diluvia assieme ad altri ciclisti che cantano in polacco, viaggiare in macchina dopo tanto tempo e sentire ogni buca assorbita e ogni goccia rimbalzata mentre i corpi all`interno danzano una danza quasi invisibile, di equilibrio istintivo e la testa ruota per qualche secondo alla vista di qualcosa di interessante e poi torna a guardare avanti in un silenzio senza vento, scrivere su un tavolo con bella calligrafia dopo le tante pagine difficili da leggere, le rane verdi e lisce che si vedono nei documentari, un topo sotto il letto e le ragazze che salgono sulle poltrone e urlano, i rally col trattore, la sauna e il bagno nel lago freddissimo, la zuppa calda a pranzo tutti i giorni, mangiare in officina se piove, le strette di mano possenti che formano un cerchio che finisce tra 4 occhi che si guardano, gli zloty e la poverta, le canzoni rap polacche, sentirsi raccontare la storia dei posti attraversati o da attraversare, le battaglie, la vita antica povera e precaria, i possedimenti, le conquiste e le difese. La pace.

Mi son preso il tempo di mettere delle foto, aggiornare la mappa e scrivere. Anche se mi vien difficile. Un caro saluto a tutti voi e alle vostre scrivanie;)

venerdì 3 settembre 2010

I compagni di solitudine - Prima parte

Voglio raccontarvi un po degli incontri fin qui avuti sulla strada e di come in fondo non si è mai da soli quando si viaggia da soli. In realtà in questa prima parte ero già in compagnia ma seguiranno altre esperienze che mi va di condividere.

Sulla via del danubio c'erano tante persone che percorrevano la famosa ciclabile che segue il fiume. Coppie, famiglie, gruppi di vecchi, intere famiglie e 2 amici. Il primo giorno abbiamo incontrato alla dogana di Martina una coppia di svizzeri fuori che sta dedicando la propria vita ai viaggi in bici. Dopo aver tagliato l'america dalla patagonia all'alaska per 27000 km e piu di 2 anni di pedalate e mi sembra 200 chili di pasta qualche anno fa, ora si son dati un altro obiettivo: raggiungere Singapore. Infatti erano belli carichi e organizzati e la nostra sorpresa è stata tanta quando ci hanno svelato la città ultima del loro attuale viaggio dopo che noi tutti orgogliosi e tronfi delle nostre 3 ore di pedalata abbiam detto "Budapest!"... Dei grandi, sorridenti e aperti al dialogo e ai consigli. Li abbiamo incontrati anche al pomeriggio su un ponte il che vuol dire che siamo andati veloci quanto loro, infatti era discesa.
Sul danubio poi è cosi normale vedere gente con la bici e le borse che nessuno mai ti guarda stranito, curioso o sorridente. Tantomeno ti saluta o ti ferma per parlare quindi non è cosi scontato conoscere qualcuno o avere qualche sorta di comunicazione o scambio.
Abbiamo conosciuto un vicino di tenda tedesco diretto a Instambul con almeno 60 chili di roba sulla bici che spingeva sulle salite poverino.
Poi sempre in un campeggio c'era un gruppo di una decina di bresciani allegri e ciclisti duri e preparati che probabilmemte ci han preso per 2 incompetenti vedendoci arrivare tardi, slozzi per l'ennesima volta e con bici e bagagli che sembravamo due profughi. È stato bello parlare un po di italiano e sapere che anche in italia ci sono gruppi di amanti della bici che si organizzano e un bel giorno partono tutti assieme, come nei campeggi delle medie.
Una sera di un giorno piovoso poi, poco prima del tramonto invisibile abbiam trovato una casetta a 3 lati con tavolo e banca , un perfetto riparo per la notte bagnata in arrivo. Queste sono le cose che ti fanno più felice mentre viaggi senza un riparo sicuro, soprattutto per la notte. Per qualche giorno può andarti tutto storto che te ne freghi perchè : "che bella quella notte alla casetta!". Fatto sta che mentre preparavamo la cena e fuori sulla ciclabile diluviava e passavano a fuoco gli ultimi cicloturisti in cerca di un villaggio con un campeggio o un albergo una coppia di ragazzi in bici si è fermata alla casetta e ci ha chiesto se pensavamo di restare li a dormire. Al nostro gesto affermativo si son guardati attorno e han chiesto: "do you think we can share it?" E noi guardando quei 10 metri quadri col tavolo e la banca e immaginando i nostri sacchi a pelo e tutti i bagagli e le bici e i loro sacchi a pelo e bagagli e le bici facciamo:"why not?cam on inside!". Abbiam condiviso le nostre dignitose cene e colazioni, siam riusciti a dormire all'asciutto in qualche modo e siam ripartiti, noi per budapest e loro per il mar nero con un bel ricordo in comune e la felicita per i giorni a venire. Infatti mezzora dopo mi è letteralmente scoppiata la camera d aria e il copertone e son restato a piedi ed ero veramente contentissimo:).

lunedì 30 agosto 2010

Il wwoofer

Il wwoofer è una persona che lavora in campagna. Di solito non ha particolari competenze ma si adatta facilmente a qualsiasi tipo di lavoro, dai più umiliante e sporco a quello più appagante e leggero. Le particolarità del wwoofer sono quelle di lavorare per fattorie o aziende agricole organiche(o comunque in fase di transizione) oppure per realtà familiari che vivono il più possibile di autosufficienza e baratti. Ultimamente anche centri di meditazione, comunità e scuole di ecologia accettano il wwoofer come aiutante. La seconda particolarità del wwoofer è quella di non ricevere alcuna remunerazione monetaria e di non avere alcun contratto lavorativo. Il wwoofer ufficiale ha un'assicurazione che dura per un anno assieme all'iscrizione all'associazione wwoof che normalmente vale per uno stato nazionale solo.

In poche parole si tratta di un individuo che lavora alla pari in realtà agricole organiche(biologiche).

Dopo essere stato il wwoofer per un po voglio dare alcuni consigli e informazioni al wwoofer prossimo venturo e a coloro che accettano il wwoofer.

1-essendo che il wwoofer riceve come compenso per il proprio lavoro del cibo e un posto caldo dove dormire e vivere il wwoofer ha sempre fame e sempre sonno, ma questo non significa che sia un lavativo.
2-sempre per lo stesso motivo il wwoofer gradisce di tanto in tanto un simbolico ringraziamento extra. Può bastare una torta fatta in casa, una merenda mentre sta lavorando, un gelato quando fa caldo, delle monetine per comprarsi delle caramelle o del tabacco, ma questo non significa che sia un infantile.
3-per lo stesso motivo il wwoofer accetta di buon grado una gita fuori porta, una serata al cinema o in pizzeria,

martedì 24 agosto 2010

Bussa e ti sara aperto

il problema a volte sta solo nel trovare la porta a cui bussare. visto che c'e qualcuno che chiede mie notizie e qualcuno visita questa pagina ogni tanto, scrivo. scannerizzerei il diario che renderebbe meglio l'idea ma qualche foto, un piccolo scritto basteranno.
Penso spesso in inglese e oggi ho comprato Alice nel paese delle meraviglie in inglese cosi mi alleno un po a leggere. cerco di capire il polacco ma e molto difficile imparare questi suoni tutti uguali simili a sci ci zi ji szi gi e cosi.
i bagagli come prevedevo aumentano invece di diminuire e avevo intenzione di mandare indietro qualcosa ma facendo un rapido check stamattina mi son accorto che solo un paio dicose non ho mai usato e probabilmente mai usero e la roba di lana e le ghette le tengo li pronte per l'inverno.

la gente qui mi dice che e molto tardi per andare a nord e il freddo arrivera presto ma nell ultima settimana specialmente e stato un caldo so caldo di giorno, tipo milano a giugno.
di notte o di sera pero una streversata la faceva quasi sempre e allora via, alzataccia notturna a coprire la tenda e i bagagli svegliato dalle goccie sugli occhi sognanti.

devo dir che finora son stato molto fortunato a trovare posti per dormire tranquilli, bagni in bei laghetti quando era troppo caldo o appiccicavo troppo. camping quando le batterie eran tutte a terra e potevo sentire il mio odore anche senza alzare le braccia.
il pannello solare worka alla grande ma lo uso durante le pause e poi di sera mentre coocko qualcosa e di mattina intanto che aspetto che la moka salga. ho imparato che posso appenderlo agli alberi in direzione del sole se e alba o tramonto. I giorni dopo Budapest e su per i Carpazi coi meccanici chiusi son stati i piu duri e non voglio pensarci anche se qualcosa di buono l'han tirato fuori lo stesso. Ho trovato belle compagnie in tutte le citta, Bratislava e tutto il Danubio con Fabio il meglio, Budapest con Davide, Krakovia con Daniel e ora Warsavia che mi appresto a lasciare domattina con Renata e Pawel che mi hanno gentilmente ospitato qui.

Ieri e oggi ho preso lo specchietto nuovo che avvevo rotto prima di partire a far fieno e il cavalletto che mi ha abbandonato pochi giorni dopo innsbruck all'incirca.
dello specchietto son molto contento, il cavalletto devo dargli una mano con un altro o adeguarlo in qqualche modo ma ci pensero da domani.

Ho perso la fascia per il sudore e l ho rimpiazzata con una specie di bandana tuttofare, la cartina della polonia 1:500.000 che ci ho messo almeno 7 distributori per trovarla ma oggi qui in citta l ho rimpiazzata facilmente ma mi gira perche avevo scritto giu la strada percorsa e cose qua e la e poi una t shirt rossa che restera un bel ricordo...di livigno. cosi era scritto e dietro 'zucchero: 10 chili per persona---calanda'. Ero sulla prima salita dei Carpazi e quando me ne sono accorto che era caduta dal bagagliaio non avevo abbastanza energia per tornare indietro a cercarla, anche se mi son arrabbiato a lot, abot.

ho macinato 2000 e passa chilometri e son contento di come mi stanno andando le cose, bella gente bei posti e estate che non sembra stia finendo se non nelle parole della gente.

ho deciso di andare a Olecko nei prossimi giorni ma del futuro per scaramanzia o per ignoranza non ne parlo. la musica e sempre la stessa, modena city, de sfroos, ska p, jovanotti, qualche metal pesante quando piove forte e qualche canzone d amore qua e la. rino gaetano, guccini e de gregori tanto per stare in compagnia. la raadioo e da due settimane che non va, vedo solo ogni tanto il cartello sulle strade 'radio maria '107,2'.

notizie dall italia poche, il goverso sta cadendo mi sembra o qualcosa cosi. inizia il campionato e poco altro. qui invece ci stanno i dimostranti che presidiano la croce che han messo davanti alla casa presidenziale in centro perche il nuovo presidente che e andato su dopo che son morti tutti gli altri la vuole togliere.

e poi ci sono i contadini e i cerbiatti, i sentieri e le buche in strada, i tir che ti sorpassano e i trattori da sorpassare, le strade da cercare e quelle da ricordare. capire il sendso delle frasi dalle espressioni del viso e dai movimenti delle mani, ridere a crepapelle con gli sconosciuti che ridono a crepapelle. le mucche legate nei cortili come i cani, le galline dappertutto, i cani che ti inseguono e abbaiano di brutto, i viaggiatori che fanno la tua stessa strada ma in direzione opposta e i racconti che ti fanno dei posti che andrai scoprendo. i campi di grano, tabacco, girasoli, mais. gli orti. le salite. i pesscatori coi loro segreti, rimpiangere tutti i vecchi coinquilini mentre si convive con le zanzare. le salite ma soprattutto le discese. bussare e sapere che qualcuno aprira.

e poi ci sono i negozietti dei paesini con le commesse sorridenti che fanno solo no con la testa. il non poter prendere le cose da soli ma doverle per forza chiedere seeenza saperne il nome e senza riuscire in nessun modo a farsi capire e allora prendere poi qualcosa, qualsiasi cose e andarsene amareggiati in cerca del prossimoo villaggio. il salame Kalinka qualcuno sa perche. le notti con la luna e i silenzi che si sentono solo nei sogni. i sogni. le mappe su cui scrivere quanto accaduto e le foto per dare qualcosa a qualcun altro. il gelato di pomeriggio nell unico locale pubblico della piazza, 25 centesimi a pallina. le cose cosi cheap e identiche a casa. i meccanici che ti danno l anima e soprattutto passare e vedere una porta che si apre...senza aver bussato.

un caro saluto a tutti voi che in qualche modo volete sapere what i'm fucking doing (t)here.

ah, a volte e anche difficile trovare la forza mentale necessaria per alzare il braccio, chiudere il pugno e gli occhi and just bussare. ma anyway Jesus was right

sabato 24 luglio 2010

Qualche giorno in Svizzera

Da Svizzera

Per sgranchirmi le gambe. A parte un pomeriggio sotto l'acqua e la notte in tenda sotto il diluvio son stati tutti degli ottimi giorni e ho macinato qualche passo con un po di carico sulla bici. Sul passo del Maloja ho incontrato Leigh, un ragazzo inglese di 28 anni che è partito in bicicletta da Derby 5 settimane fa con l'obiettivo di fare il giro del mondo a pedali con arrivo previsto tra 3 anni circa. Questo è il suo sito: www.pedal360.com. Abbiamo passato un paio di giorni assieme e mi ha fatto vedere un po dell'organizzazione per una spedizione del genere. Pezzi di ricambio di ogni sorta, medicine e siringhe, vaccini e visti, depuratore d'acqua e materasso auto gonfiante...insomma 50 chili circa di roba!budget per riuscire nell'impresa: 10 euro al giorno per 3 anni. niente male! Grande Leigh!!!

venerdì 11 giugno 2010

Biciclettando through Italia

Questo blog è iniziato raccontando di un viaggio in corso, un viaggio in bicicletta con partenza da Livigno, la mia padrematria con direzione SUD. L'obiettivo era quello di imparare, conoscere, vedere qualcosa di nuovo, possibilmente senza stare troppo al freddo visto che son partito in autunno quando le cime del mio paese erano già imbiancate e visto che le intenzioni erano quelle di viaggiare fino a che fossi stato stufo e non fino a che non fossero finiti i soldi e quindi usufruendo di accampamenti, tenda, fornello e lavoro extra qualche volta per riuscire a mettere da parte qualcosa.

L'idea era quella di contattare delle fattorie biologiche attraverso l'associazione wwoof(http://www.wwoof.it/) che avessero bisogno di aiuto nei lavori agricoli e stare un po con loro vivendo alla pari. In base al tempo, al mio stato fisico e mentale, alla mia voglia di viaggiare oppure stare un po tranquillo in una fattoria avrei scelto i tempi di permanenza e le tappe successive. In effetti così è stato e solitamente qualche giorno prima della prevista partenza mandavo una mail a 3/4 fattorie che si trovavano nella mia direzione di viaggio e spesso leggevo poi le risposte di disponibilità o meno durante le giornate in sella in qualche internet point. A volte arrivavo direttamente sul posto senza sapere quale risposta mi avevano mandato, magari li contattavo telefonicamente qualche ora prima del mio arrivo e sempre ho ricevuto accoglienza e disponibilità a scambiare lavoro con vitto e alloggio. Ma sull'esperienza wwoof parlerò prossimamente. Qui voglio parlare un po del viaggiare in bicicletta. Sto scrivendo a quasi un anno dal mio ritorno quindi posso parlare delle cose come già compiute e posso parlarne al "passato". Vorrei scrivere qualcosa che possa aiutare qualcuno a trovare spunti, stimoli e semplici informazioni sui viaggi in bicicletta, sul wwoof, sull'agricoltura biologica, sulla sostenibilità, sulla decrescita, sugli obblighi morali, sulla fatica, sulle amicizie, sulla strada, sulla libertà.

Parto col mettere giù qualche numero tanto per inquadrare la mia esperienza: poi forse aiuta anche a me a mettere ordine sulla pragmaticità e realtà del viaggio senza troppo filosofeggiare.


Partenza: 14 Ottobre 2008

Ritorno: 29 Giugno 2009

Pausa natalizia in famiglia: 23 Dicembre - circa 15 Gennaio

Distanza percorsa: 3500 Km circa

Giorni in bicicletta: 45 pedalando, 3 fermo in visita cittadina a Roma 2 fermo con diarrea a Termoli

Notti in albergo: 5(Lerici, Bettolle, 2 a Termoli, Giovinazzo)

Notti in Ostello: 1(Siena)

Notti a casa di Amici: 9(Asti, Castelfiorentino, Ronciglione, Milano)

Notti all'addiaccio: 5(Torre del Lago - Massacciucoli, Orvieto, Macchia d'Isernia, santa Maria di Leuca, Reggio Calabria)

Notti in Stazione: 2(Firenze, Ricadi)

Notti in tenda: le rimanenti 18 circa, metà circa in camping e metà in campeggio libero, 1 nel giardino di una casa di gente ospitale

Forature: 6 o 7

Bombole di gas: 2 e 1/2

Bilancio economico finale: circa -1500 euro

Peso del bagaglio alla partenza: circa 25 Kg

Peso massimo del bagaglio: circa 40 Kg

Ciclisti viaggiatori incontrati: 4(-Jamaicano 55enne durante il suo giro del mondo con partenza da Londra un mesetto prima del nostro incontro dopo Siena - Tedesco wwoofer girovago dell'Italia da 4 anni - Belga in tour per la Puglia e il Gargano durante le sue vacanze scolastiche - Tedesco in pensione durante il suo giro completo della Sicilia in 10 giorni da Palermo a Palermo)

Tappe in compagnia: 4(-Andre primo giorno in Valtellina -Jamaicano sui colli Senesi - Beba dal lago Trasimeno a Orvieto 2 giorni)

Tappa più lunga: 150 Km Milano - Asti

Tappe più corta: 36 Km Ostia - Lido dei Pini / 20 Km Giovinazzo - Bitonto

Tragitti in automobile: 130 Km Bitonto-Andria e Andria-Cisternino + 30 Km Lido di Marinella-Pizzo

Tragitti in treno: Zambrone-Ricadi e Ricadi-Tropea

Città più belle: Lerici, Pisa, San Gimignano, Siena, Orvieto, Orte, Anguillara, Sperlonga, Peschici, Ostuni, Locorotondo, Alberobello, Gallipoli, Matera, Tropea, Scilla, Aci Castello, Siracusa, Noto.

Posti più belli: Lago di Como, Langhe, Costa Ligure, Costa Toscana, Colli Senesi, Umbria occidentale, Lago di Bracciano, Circeo, Valle del Trigno, Gargano, Zona dei Trulli, Salento, Costa Calabra Occidentale, Costa Siciliana Orientale.

Migliori 5 Città: Lerici, Siena, Sperlonga, Peschici, Gallipoli

Migliori 5 posti: Colli Senesi, Gargano, Zona dei Trulli, Salento, Costa Siciliana Orientale

Città più incasinata: Catania senza ombra di dubbio

Salite più dure: Roddino(circa 700 metri), Passo del Bracco(615 m), Lago di Bolsena(quasi 700 m), Lago di Vico(750 m), Appennini nei pressi di Isernia(900 e passa metri), San Marco Argentario(Calabria 700 metri), Ricadi-Panaia (400 metri)

Discese più lunghe: Forcola di Livigno 30Km, Valle del Trigno 70Km

Fattorie wwoof in cui ho lavorato: 9

Fattorie wwoof visitate: 6

Fattorie con televisione: 2

Fattorie con internet: 2

Fattorie vegetariane o quasi: 5

Alloggi in fattoria: camera comune, camera indipendente, bungalow, camera di b&b, appartamento indipendente, cono di un trullo, monolocale comune.

Colleghi Wwoofer incontrati: una trentina provenienti da Italia, Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti, Bulgaria, Svezia, Tunisia

Animali Uccisi: 3. 2 galline e un coniglio

Momenti di panico totale: 2 ben risolti :-)


Alla fine son giunto ad Avola in Maggio, nel Sud della Sicilia dove mi son organizzato per tornare a casa in treno. Prima però son tornato nel trullo pugliese che mi aveva già ospitato per più di un mese a inizio primavera dove c'era la possibilità di guadagnare qualche soldo prima di prendere il treno per casa.

Ah, il blog si è un po bloccato nel frattempo...ho continuato a scrivere ma non in modo "pubblico", il mio diario mi bastava e, anzi, durante il peregrinare sentivo internet e la sua logica lontani e stupidi. Mi riesce ancora difficile condividere con chiunque e in modo unilaterale i miei pensieri e le mie esperienze anche se penso che se ci sarà ancora un'occasione di viaggio del genere cercherò di essere più assiduo. Poi vedremo, forse mi serve un riscontro su quanto scrivo, basta un commento stupido per farmi sapere che almeno qualcuno ha letto. Oppure mi invento di voler unire tutto in un libro così so che sto scrivendo per qualcosa.
Buono, questa potrebbe essere un'ottima introduzione...buona lettura!

sabato 27 marzo 2010

Biciclettando da wwoofer in Germania


Ho fatto il mio primo viaggio in bicicletta in solitaria in Germania nell'estate 2006 mi sembra, son partito intorno al 25 luglio e son tornato nei primi giorni di settembre. Lo scopo era riprendere a parlare il tedesco per affrontare un esame di lingua all'università a Settembre. Ho raggiunto Berlino in aereo con la bicicletta e i bagagli al seguito. Portare la bici sull'aereo è costato 20 euro, impacchettarla 27...era obbligatorio. Non sapevo però che era obbligatorio sgonfiare le ruote e arrivato a Berlino con la mia pompetta da 3 euro non son riuscito a pomparla. Ho trovato un distributore dopo un'oretta a girovagare a piedi con i bagagli e la bici a spinta...e tante imprecazioni. Avevo un contatto di una fattoria a una 20 di km dal centro della città dove sono arrivato in serata grazie soprattutto alla bussola. Strumento indispensabile per viaggiare, permette di tagliare su traiettorie migliori rispetto a quelle segnate nelle cartine e nei cartelli stradali. Avevo con me una ventina di pagine stampate da google earth che indicavano le zone che avrei attraversato per raggiungere la foresta nera al confine con la Svizzera. A differenza del viaggio in Italia quindi avevo programmato a grandi linee il percorso che avrei effettuato.
Avevo con me la tenda, lo zaino e il sacco a pelo. Dopo qualche giorno in tenda nella fattoria berlinese ho raggiunto degli amici per qualche giorno di visita alla città e pernottamento in ostello. Ho lasciato la tenda a loro che mi avevano portato invece le borse posteriori da mettere sul portapacchi. Era estate e il clima era perfetto, fin troppo caldo certi giorni. Notti tiepide invece e per questo ho deciso che la tenda non sarebbe stata necessaria. Durante l'attraversamento della Germania ho visitato 3 fattorie oltre a quella a Berlino. In ognuna mi son fermato in media 5 giorni, periodo brevissimo per potersi integrare a modo nell'ambiente e imparare tutto il necessario ma il tempo era poco e ho riservato permanenze più lunghe al viaggio in Italia.
Questa prima esperienza mi ha fatto capire molto e mi ha permesso di organizzarmi meglio per i viaggi successivi. Innanzitutto l'errore più grossolano è stato quello di avere sì le sacche posteriori ma nessun modo per fissare altri bagagli alla bicicletta. Ho fatto quindi i circa 1200 Km pedalando con lo zaino da trekking in spalla. Ho capito che per pedalare bene bisogna essere quanto più liberi di muoversi possibile e con lo zaino questo non è possibile, anche se fosse stato piccolo. Per il viaggio in Italia ho quindi provveduto a fissare lo zaino sopra il portapacchi e sotto il sellino con degli elastici e la tenda sopra a questo. Dopo la pausa natalizia però ho montato il portapacchi anche anteriormente così tenevo la tenda davanti e uno zaino più piccolo sopra allo zaino sul portapacchi posteriore dove tenere il cibo del giorno e le cose di utilizzo rapido. Quelle invece di utilizzo rapidissimo ce le avevo sul borsellino attaccato al manubrio.
In Germania non avevo niente, solo le sacche, lo zaino in spalla e una specie di marsupio. Altro errore che la mia poca conoscenza dell'avventura mi ha fatto fare in terra tedesca è stato quello di non avere un fornello e l'occorrente per cucinare(anche perchè non avevo il posto dove mettere queste cose). Mi arrangiavo mangiando in qualche ristorantino di giorno e con carni secche, pane, tonno e cionate varie di sera. Le colazioni oltre al caffe al bar me le arrangiavo con pane e marmellata al risveglio ma spesso finivo nelle backerai a comprare kraphen e torte.
La Germania è durata poco più di un mese ma mi ha fatto imparare tantissimo. Prima di tutto ho imparato ad arrangiarmi nel senso più profondo del termine. I primi giorni mi fermavo nei ristoranti a mangiare bene e bere altrettanto bene. Anche durante il giorno mi fermavo volentieri a rinfrescarmi con una birra durante le ore più calde. Sapevo comunque di aver perso la poste pay ma credevo di ritrovarla in qualche taschina interna o qualche nascondiglio segreto scordato alla prima tappa in fattoria. Dopo minuziose ricerche comunque la poste pay non è saltata fuori e allora la vita si è fatta dura. Avevo con me 200 euro e dovevo anche prendere il treno per attraversare la Svizzera fino a casa. Era forse il 5 di Agosto. Per il mese successivo fino al ritorno a casa ho imparato veramente a dire di no a qualsiasi cosa se non strettamente necessaria. Solo un giorno mi son viziato perchè ormai sapevo che ce l'avrei fatta con birra nelle borracce per tutto il giorno durante una tappa pianeggiante costeggiante il fiume Meno. Il problema più grosso se non si hanno soldi per dormire in qualche ostello o pensione e non si ha nemmeno la tenda è la pioggia notturna...ho passato 3 notti piovose durante il viaggio. La prima in realtà non è stata proprio piovosa e ho dormito sotto un albero su una stradina sterrata di campagna, tanti tuoni e lampi lontani e la paura che la pioggia arrivasse fino a me ma mi son svegliato solo un po umido. Le altre due volte invece ho avuto sempre una gran fortuna e ho trovato degli ottimi ripari appena il buio arrivava. Una volta in una casetta nel bosco in cima a uno scollinamento. era una casetta con solo 3 lati che serviva come rifugio per gli escursionisti, infatti da li partivano dei sentieri che salivano sulle montagnette circostanti. L'unico neo della nottata sono state due coppie che son venute li vicino in camporella. L'ultima notte con la pioggia invece l'ho passata dentro a una casetta del golf, piccolina e ottagonale, con la panca tutto attorno dove mi son messo con sacco a pelo in posizione fetale. Di mattina presto con l'alba mi ha svegliato l'omino che gira con la macchinetta a tagliare il prato dicendomi che non c'erano problemi ma che di li a poco sarebbero arrivati i golfisti che si sa, hanno sempre la puzza sotto il naso. Son partito appena ho finito di fare i bagagli. La Germania a differenza dell'italia è praticamente tutta piatta, ho attraversato una regione collinare in un paio di giorni se no per il resto del viaggio ho sempre pedalato in pianura.


mercoledì 6 gennaio 2010

Carta - Atomi in pixel


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lunedì 12 gennaio 2009

Genova, il buco



Genova è un macello anarchico. Casino dappertutto, auto, camion e strade giganti. Abbastanza sporca anche. Per evitare una rampa che non so dove vada e con la iettatura delle vecchiette, su una strada qualsiasi in un punto qualsiasi non riesco più a pedalare bene e poi non riesco proprio più a pedalare. Ho bucato e piove a secchiellate. Al mio inconscio sembra di aver visto un distributore un po prima. io non ci credo ma provo e in effetti c'era. La bici non va neanche a spinta e devo alazare tutto il dietro con i suoi 30 chili per poter raggiungere un posto officina. Prima bucatura e non so ancora bene se ce la si può fare. Smonto, giro, cerco, smadonno, tolgo, metto, pompo, smadonno, provo. Bellali funzia. C'era un ferro tutto piegato e a punta ben dentro al copertone Il benzianaio deve chiudere il mio semi-riparo ma attende che monto tutto prima per fortuna. Dice che il centro è a un chilometro. Smadonno. Pensavo peggio comunque. Mi immaginavo già di cercare una sistemazione per la notte e riparare e invece un oretta e son come prima. Vado cauto e con gli occhi fissi sull'asfalto evitando ogni sassolino per un po, poi prendo fiducia e mi faccio una carezza dicendomi che non è successo niente. Entro in centro e pranzo dal fornaio antico che è una figata e dove tutti parlano del mare di ieri. Forza 10! Una barca si stava ribaltando e è andata addosso a unaltra o al porto e ci osn stati un sacco di feriti. Pien di ambulanze e casino a non finire mi dicono le commesse. Mangio in giro per il centro che però è difficile da vedere in bici perchè è tutto sali e scendi in stradine ripidissime. Divertente però. I vicoli son la cosa più bella di Genova secondo me, anche sotto l'acqua. Genova col sereno e in estate me la vedrò un'altra volta.

Arenzano - Genova(quasi)

Dopo la nottata sotto l'acqua ma con un buon sonno decido di partire con la speranza che il tempo migliori visto che di mattina almeno non piove. Cerco di bagnare il meno possibile i bagagli e la tenda montando tutto con scarsi successi e parto sapendo che la giornata sarà difficile. In previsione copro già tutto con gli impermeabili. Al campeggio ho scoperto di essere già a Genova in teoria, ma anche che la città si allarga sulla costa per 34 chilometri e quindi sono ancora molto distante da quella che intendo io che sia Genova. Comunque dopo poco tempo intravedo la città vera propria e il tempo fa un po gli scherzi. Piove non piove tutto il tempo, una di quelle giornate dove il 90 per cento della gente ha comunque l'ombrello dietro. In compenso rispetto a ieri il vento si è abbassato anche se ce nè sempre un po. Mi tocca fare l'Aurelia almeno finchè non penso di essere arrivato nel capoluogo e son slozzo in un baleno. Giro un po per una via piena di negozi e di gente e rifaccio colazione per benino chiacchierando con una vecchietta a cui ho asciugato la panchina per sedersi in attesa delle amiche. Mi faccio spiegare un po come funziona la città e lei mi dice che alla città manca ancora, ma con le unità di misura non è molto ferrata e non mi sa dire. Dice che via del campo è di la facendo un gesto con la mano e basta. Dice che è stata al funerale di De Andrè e che era una cosa da non credere. Dice che piazza Alimonda non l'ha mai sentita. Mi chiede se son svizzero e rispondo "quasi". Dice che con sto tempo non è bello andare in giro in bici. Dice che ieri c'era il mare in tempesta e ci son stati casini al porto. Mi chiede se non guardo la tele e rispondo "quasi". Arrivano le amiche a far baldoria per il centro con borsette cane e sigarette in bocca e faccio per partire ma la mia amica gli spiega la mia storia e iniziano a chiedermi se son tedesco: No perchè di solito quelli con la bici... riesco a liberarmi dalla morsa delle sciure non prima di un interrogatorio e un paio di minuti di prediche, raccomandazioni e pre-preoccupazioni. Mentre sto già pedalando una mi dice di stare attento ai delinquenti. Tocco il davanti del sellino, mando giù la saliva e cerco di ricordarmi cosa stavo facendo. Ah si, voglio entrare a Genova fidandomi del prossimo a costo di sembrare ingenuo, voglio superarla e andare verso sud. In bici. Sorrido e continuo.